Rivista N°5 – Gennaio 2026

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Il cinema è ricerca storica, culturale, antropologica, il cinema è politica. Ma cosa accade quando la politica stessa è frammentata? Quando il dissenso si atomizza e il cinema perde la sua funzione pedagogica? Succede che le “nuove” forme d’arte diventano il veicolo ideale per gli artisti di comunicare, dire, catturare e raggiungere chiunque, davvero chiunque.

Accade così con il muralismo: una forma di espressione culturale che risale alle origini dell’umanità e che oggi diventa un modo per condividere l’arte con le persone per strada, un modo per condividere una cultura intera, ma anche per comunicare, ricordare e commentare.

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Descrizione

Il cinema è ricerca storica, culturale, antropologica, il cinema è politica. Ma cosa accade quando la politica stessa è frammentata? Quando il dissenso si atomizza e il cinema perde la sua funzione pedagogica? Succede che le “nuove” forme d’arte diventano il veicolo ideale per gli artisti di comunicare, dire, catturare e raggiungere chiunque, davvero chiunque. Accade così con il muralismo: una forma di espressione culturale che risale alle origini dell’umanità e che oggi diventa un modo per condividere l’arte con le persone per strada, un modo per condividere una cultura intera, ma anche per comunicare, ricordare e commentare.

Ed ecco che Napoli, con la sua inimitabile vitalità, la città dai colori vibranti nonché uno degli agglomerati culturalmente più ricco d’Italia, diventa il palcoscenico ideale per comunicare alle persone, per arrivare a loro tramite temi come il calcio, il cinema, la religione, la tradizione partenopea e creare così un legame indissolubile tra arte e città.

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Indice degli articoli

  • La morte e la celebrazione della vita
  • Il culto dei morti a Napoli: tra sacro e profano
  • Cinema politico

di Antonio Carlo Vitti

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